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Nino D’Angelo – “Il poeta che non sa parlare”
Il Caschetto Biondo che conquistò il mondo!

“La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve!” come dice Troisi ne “Il Postino”

Il punto più alto della carriera di un grande, partito dal basso e arrivato in cima nell’Olimpo degli Artisti. Si, amici, il punto più alto. Con un tour e un libro.

Chi è Napoletano non può che ricordare la canzone ” Nu jeans e na Magliett” che gli gli diede una visibilità molto grande, grazie anche ai film di cui è protagonista.

Da lì una ricorsa al grande pubblico con testi sempre più profondi, sempre più impegnati. Che gli sono valsi vari premi a livello internazionale
Una voce sicuramente non altisonante, ma con una profondità senza eguali.
Nino D’angelo sviscera l’animo umano, la condizione della propria terra, toccando temi di grande attualità, a quelli legati alla nostra peccaminosa finitudine. Come con il brano “a’ Terra nera”

Ci sono le canzoni più famose, come quelle portate a Sanremo e non solo.
“Senza Giacca e Cravatta”, così Nino si presenta al Pubblico dell’Ariston.
E lasciando così il suo omaggio alla musica, che “CRISCEV DINT A ME, NA MUSICA VULLENT CHE ME BRUCIAV ADINT” (cresceva dentro me, una musica bollente)

Restando umile, nelle sue vesta di “troubadour” che si fa carico del peso di un popolo. Un popolo, soprattutto del Sud,e che ha come Epicentro la sua Amata “SanPietro a Patierno”, dove nasce, cresce e si nutre di quel carico emozionale che divulgherà in tutta la penisola. E viene ricompensato da Jorit con un murales a Lui dedicato!

Due sono i brani che mi hanno colpito davvero, emozionandomi e facendomi scendere, lo ammetto, qualche lacrima.
Sono: O’ Pate e Capellone

L’una che parla di un padre che si fa carico di tutti i problemi senza lasciarli passare osmoticamente ai propri bambini, un padre forte e coraggioso, anche se non lo è.

L’altro racconta la storia del disagio di un ragazzo che si perde nel maremagnum di una società che non vuole, e in cui non è il benvenuto. Un velo di tristezza che ricopre il cuore, soprattutto nel finale. Con delle musiche intense e profonde.

Insomma un artista poliedrico, che anche a me, fa bruciare l’anima!

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